Che il terremoto del 5 febbraio 1783 in concreto sia stato lo spartiacque tra il “prima” e il “dopo”, sia per Galatro - completamente raso al suolo - che per i galatresi, lo prova concretamente la chiesa dedicata alla Madonna della Montagna. Prima dell’evento tellurico, infatti, sul suolo ove i fedeli del rione a loro spese hanno poi voluto riedificare il “loro” luogo di culto, si ergeva la chiesa parrocchiale “San Nicola”.

Già nella prima metà del XV secolo, tra le chiese consacrate presenti sul suo territorio, Galatro annoverava quella dedicata al Patrono San Nicola. Insieme a tutte le altre, anche quella fu rasa al suolo dal disastroso evento sismico del 5 febbraio 1783.

Là dove la toponomastica locale vorrebbe che avessero limiti comuni le contrade Castellace e Carcafera, da secoli, infatti, una bianca piccola edicola votiva è luogo di raccoglimento e di preghiera per i pastori di passaggio e per i fedeli di tutta la zona. Riteniamo, infatti, che l’odierna ‘Cona’, anche se più volte ricostruita nel corso dei secoli, abbia origini basiliane. […]